Impariamo a conoscerla

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da progressiva riduzione del patrimonio scheletrico

L’osteoporosi è una malattia caratterizzata da progressiva riduzione del patrimonio scheletrico e pertanto da deterioramento della struttura del tessuto osseo (vedi figura).

Per questo motivo le ossa sono più fragili e possono fratturarsi anche senza un trauma.

Il nostro patrimonio scheletrico si accresce durante l’infanzia e l’adolescenza, per raggiungere il pieno sviluppo attorno ai 25 anni di età: questo è il picco di massa ossea. Il picco non è identico in tutti, per cui a 25 anni alcuni hanno un buon patrimonio da spendere.

Altri invece si fermano più in basso e dovranno fare maggiore attenzione quando più tardi inizia la perdita poiché possono raggiungere in fretta una situazione critica. Un picco basso è spesso dovuto a motivi genetici: ci sono famiglie che hanno uno scheletro più debole ed altre più forte. Ma lo stesso può accadere se negli anni della crescita si è consumato poco latte e latticini; si è preferita la televisione ai giochi e allo sport all’aria aperta, al sole; se il fumo o l’alcool o le droghe hanno danneggiato lo scheletro in un momento così importante.

La riduzione della massa ossea avviene in tutti, dai 40-50 anni di età, con l’avanzare degli anni. Per questo motivo molti hanno uno scheletro più fragile in età avanzata.

Alcuni tuttavia sviluppano una grave osteoporosi in età relativamente giovane: questo accade in chi è partito da un basso picco di massa ossea. Pertanto chi ricorda fratture tra i propri familiari (forme genetiche) o ha condotto uno stile di vita improprio per la salute dello scheletro, dovrà controllare la massa ossea prima che inizi la fase di perdita, attorno ai 45-50 anni.

Altro volte lo scheletro può subire un danno a causa di una malattia intercorrente o perché si è iniziata l’assunzione di un farmaco lesivo per lo scheletro, come il cortisone. Anche in questi casi è necessario essere tempestivi nell’eseguire la prima MOC.

Una frattura vertebrale può essere causa di un  “mal di schiena” violento, peggiorato dalla posizione eretta e dai movimenti. Questo dolore non scompare con il riposo, a differenza di quello causato dall’ artrosi, mentre è alleviato da un busto che sostenga la colonna. Il più delle volte tuttavia, una frattura vertebrale può prodursi senza alcun dolore o con una modesta dolenzia, né più né meno di quanto accade in chi ospita una patologia artrosica.

Le fratture vertebrali causano un progressivo incurvamento della schiena (cifosi) e quindi riduzione della statura. Inoltre gli organi interni vengono compressi e sono più frequenti le infezioni broncopolmonari e in un cardiopatico può verificarsi uno scompenso cardiaco. Gli organi addominali sono spinti in alto verso il diaframma e ciò può causare un’ernia iatale.

E’ opportuno eseguire una radiografia della colonna vertebrale se è presente:

  • mal di schiena

  • cifosi

  • riduzione della statura

Le fratture di femore occorrono di solito in seguito ad una caduta e la casa è il luogo dove si cade più spesso.

Dopo una frattura di femore solo una metà recupera l’autonomia che aveva prima dell’evento; molti hanno necessità di un aiuto per pulire la casa, andare a far spesa e cucinare; talora  anche per accudire alla propria persona.

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